Quando FORMAZIONE A DISTANZA fa rima con INCLUSIONE

La formazione a distanza che ha imposto questa emergenza ha messo inevitabilmente in luce alcuni fattori che rischiano di minare la vera inclusione di tutti gli studenti ENGIM.
Perché la FAD raggiunga veramente tutti, è necessario intervenire innanzitutto per diminuire il gap in termini di tecnologia e connettività. Questo vuol dire tenere in conto, per esempio, che 1 studente su 5 può seguire le lezioni soltanto da smartphone; la metà degli allievi, poi, ha poca banda a disposizione e segue con difficoltà la web-lesson. Tutti i formatori ENGIM, in questo senso, stanno rimodulando le lezioni tenendo conto di queste variabili.

Un’attenzione particolare va rivolta agli allievi che per le loro caratteristiche non sono completamente autonomi nell’apprendimento (in particolare gli allievi con disabilità - legge 104) o hanno delle particolari caratteristiche che possono essere ostacolo in alcune attività (DSA lettura, disturbo di attenzione, deficit sensoriali, disturbi di tipo emotivo, ecc).

Marta Rigo, referente Inclusione ENGIM Veneto, ha provato a sintetizzare le caratteristiche della formazione a distanza volta all’inclusione di tutti, con un occhio di riguardo per gli allievi con disabilità:

  • LEGGEREZZA, che non è superficialità, ma la precisa scelta di entrare in punta di piedi nelle vite stravolte dei nostri allievi e delle loro famiglie. In particolare, entrare nelle case delle famiglie di alunni con disabilità con le lezioni a distanza richiede discrezione, leggerezza ma profondità, per riscoprire il senso vero della relazione educativa e dell’apprendimento. La leggerezza ci ricorda quanto siano importanti il senso della misura e il delicato equilibrio dei tempi e degli spazi di ognuno.
  • GRADUALITÀ nell’approccio, per indicare la strada agli allievi passo dopo passo. In questo tempo di incertezza un modo per sostenere i nostri allievi più fragili e non farli sentire persi nel mare delle rete è quello di guidarli con una presenza significativa (non invadente, e con attenzione a non sostituirsi a loro). È necessario prevedere, soprattutto per gli alunni con disabilità cognitive, un ruolo importante della famiglia che, all’inizio, sarà il nostro mediatore. Poi, con gradualità, gli alunni saranno accompagnati in spazi di autonomia via via maggiori.
  • COOPERAZIONE, perché l’inclusione è appartenenza e relazione. Inclusione è “fare rete” ed è quindi fondamentale lavorare per intrecciare relazioni. Come ha ben descritto il prof. Dario Ianes, vanno costruite cordate di alunni, ma anche di formatori e di famiglie, dove tutti siano messi in sicurezza e dove i più abili aiutano i compagni con difficoltà. Per promuovere quindi la cooperazione sarà importante lavorare a gruppi, proporre lavori che richiedano anche la cooperazione tra alunni.
  • CREATIVITÀ per trovare soluzioni semplici a problemi complessi, sperimentando nuovi strumenti prima inimmaginabili che in questo tempo nuovo diventano il nostro pane quotidiano. Promuovere la capacità creativa dei nostri alunni, in questo momento, significa anche dotarli di una chiave di lettura nuova utile per il loro futuro.
  • BENESSERE, pensato sulla scia dell’insegnamento di Gianni Rodari: “vale la pena imparare piangendo quello che puoi imparare ridendo?”. C’è necessità di buon umore e di promuovere il benessere dei nostri studenti e delle loro famiglie. I formatori devono essere gocce di speranza e di normalità in questi tempi incerti e densi di preoccupazioni e tristezza.

«Per garantire la vera inclusione», spiega ancora Marta, «dobbiamo tenere bene a mente i percorsi personalizzati e gli strumenti che abbiamo previsto di utilizzare per ogni allievo già prima della sospensione delle lezioni. E quindi rivederli, se necessario stravolgerli, perché calzino a pennello anche “a distanza”. Per esempio, abbiamo compreso che ogni ora di video-lezione in modalità sincrona equivale a circa due ore di didattica in presenza, in termini di concentrazione e attenzione richiesta. Di questo bisogna tener conto, per esempio, quando si assegnano i compiti da svolgere in autonomia a casa».
Colmare la distanza per una formazione inclusiva, in questo contesto, significa anche rendersi più che mai disponibili all’ascolto. «È importante prevedere ore di “sportello” giornaliere che permettano agli studenti di avere un supporto da parte dell’insegnante nel percorso di apprendimento o per rispondere alle eventuali domande e richieste degli studenti. Allo “sportello” è importante dare priorità agli studenti con disabilità o con altre problematiche di apprendimento o emotive».

«Per fare in modo che la didattica a distanza diventi scuola della vicinanza e per non lasciare indietro nessun allievo, intendiamo arricchire la proposta formativa anche con attività trasversali e aperte a tutti gli studenti», conclude Marta. «Per prendersi cura della dimensione di gruppo migliorando il senso di appartenenza, seppur a distanza, abbiamo avviato il progetto NO SLEEP ENGIM RADIO, la web radio che dal 9 aprile al 12 giugno coinvolge i ragazzi di ENGIM Thiene rendendoli protagonisti come speaker e redattori».

Le puntate sono trasmesse in diretta ogni martedì e giovedì alle ore 18. Per scoprire qualcosa di più del progetto, ascoltare la diretta o le puntate già andate in onda, vai alle news dedicata nel sito di ENGIM Thiene

Categorie: 
Innovare la formazione

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