La formazione professionale dopo l’emergenza

Sistemi di resilienza comune: da ENTE di formazione ad AGENTE per la persona e il lavoro

La proposta di Fondazione ENGIM

Quale modello di formazione professionale nascerà dalle esperienze acquisite negli ultimi anni e dall’emergenza degli ultimi mesi?

Con la consapevolezza che alla recente emergenza sanitaria seguirà una crisi economica e sociale che va a sommarsi a quella cominciata nel 2008 e mai realmente risolta, la formazione professionale si conferma come la dimensione in cui – anche in emergenza - l’incontro tra esigenze delle imprese e competenze dei giovani riesce ad essere veloce e calzante.
Durante questa ultima emergenza, la formazione professionale ha dimostrato capacità di adattamento a nuovi imprevedibili scenari lasciando intuire l’abilità a generare attorno a sé un sistema di resilienza collettiva che trova forza nelle risorse che ogni soggetto è in grado di mettere a disposizione.
Per rispondere alla sempre maggiore flessibilità della domanda di lavoro, conseguente all’alternanza continua di periodi di crisi e di espansione, la formazione professionale può supportare l’individuo, in qualsiasi fase della sua vita, nell’acquisizione di competenze richieste dal mercato del lavoro affinché questa stessa flessibilità non si trasformi in precarietà.

Riteniamo che nel prossimo futuro, formazione e lavoro debbano convergere generando piccoli distretti di produzione di servizi con una prevalente vocazione formativa: gli attuali luoghi di formazione diventeranno gli attivatori di “sistemi di resilienza” che in un unico contesto, potranno generare terreno fertile non solo per i giovani alla ricerca del loro primo lavoro, ma anche per ricostruire o elevare le competenze dei cosiddetti “disoccupati tecnici”.
Le capacità di presidiare filiere diverse e di inserirsi in modo efficiente anche nei meccanismi sempre più indispensabili di economia circolare, saranno la chiave di volta per affrontare le crisi, da considerarsi ormai come elemento strutturale della società. La possibilità di mettere in collegamento e a sistema enti e filiere differenti porterà a nuove opportunità sia per l’accrescimento delle competenze, sia per la rapida risposta ai cambiamenti già indicati.

Tale processo può essere innescato partendo dall’impresa formativa e dalla company academy, modelli innovativi che ENGIM adotta da tempo per la formazione sul campo dei ragazzi e che possono essere valorizzati come strutture snelle e a basso costo, in cui formazione e impresa si sovrappongono in un contesto lavorativo creato ad hoc. In questa prospettiva, il centro di formazione professionale diventa anche luogo di lavoro e di produzione ed è per questo che deve esser capace di svincolarsi dagli orari standard di lezione per venire incontro alle esigenze produttive.

Solo così la formazione professionale può diventare attore della ripresa economica dopo questa e dopo le prossime prevedibili “emergenze”. Con questa visione è possibile immaginare una evoluzione da ENTE di Formazione Professionale ad “AGENTE per la persona e per il lavoro”.

 

Al link qui sotto il position paper completo.

Categorie: 
Innovare la formazione

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