Cnel: uscita da crisi non agevole, aumentano i poveri

In Italia forte rallentamento degli investimenti in capitale umano nell'ultimo decennio.

L’uscita del sistema dalla crisi non è agevole. Ampie fasce della popolazione stanno subendo un arretramento del proprio stile di vita, in una sola parola: si stanno impoverendo. Il capitale umano in Italia è scarsamente valorizzato anche per la percentuale ridotta di investimenti in ricerca e sviluppo. Sono queste alcune delle considerazioni elaborate dal Cnel nel “Rapporto sul mercato del lavoro 2013-2014” presentato oggi. USCITA DA CRISI NON FACILE - “L’economia italiana continua ad essere attraversata da una grave crisi, la più pesante dal dopoguerra sia per intensità che per durata. (...) a livello territoriale l’intensità della crisi è stata molto diversa. La caduta del Pil al Sud è quasi il doppio di quella delle regioni del centro-Nord. La contrazione in termini di input di lavoro è di quasi 600mila occupati nelle regioni meridionali, e poco più di 400mila nel resto d’Italia". Dalla metà del 2013 hanno iniziato a manifestarsi i primi segnali di stabilizzazione dell’attività economica in Italia. ma senza "una inversione di tendenza, senza però tradursi ancora in una vera e propria fase di crescita". Le speranze di un'uscita dalla crisi "non è agevole". La caduta della domanda aggregata - sostiene il Cnel - "non può essere contrastata in maniera efficace attraverso misure di stimolo di natura fiscale, dati gli spazi limitati di cui gode la nostra politica di bilancio".

AUMENTANO SITUAZIONI DI POVERTA' - La crisi sta modificando i comportamenti delle famiglie. Che "hanno modificato strutturalmente i propri comportamenti di consumo". Ampie fasce della popolazione stanno subendo un arretramento del proprio stile di vita. "Sta aumentando la parte della popolazione che sperimenta condizioni di povertà. Se tradizionalmente le difficoltà erano associate prevalentemente allo stato di disoccupato, adesso anche fra gli occupati sono frequenti i casi di privazione materiale derivanti da condizioni di sottoccupazione o di precarietà del lavoro. Il rischio di essere un working poor è cresciuto durante la crisi soprattutto per alcune categorie di lavoratori (i meno qualificati, con bassi livelli di istruzione e occupati in settori a bassi salari), tuttavia anche quei gruppi che tradizionalmente ne erano esenti (lavoratori autonomi con dipendenti e i più istruiti) sono stati investiti dal generale impoverimento. Anche il rischio di povertà di nuclei familiari con alcuni membri che lavorano (la cosiddetta in-work poverty) è aumentato con la crisi. In particolare, ad essere maggiormente esposti al rischio di povertà sono quelle famiglie in cui il lavoratore a bassa remunerazione è il principale se non addirittura l'unico percettore di reddito".

RIFORMA DEL LAVORO - Cresce la richiesta in Europa ai paesi in difficoltà di fare quelle riforme strutturali che possano sbloccare gli investimenti. "Fra i vari ambiti oggetto di riforme, quello del mercato del lavoro è uno degli snodi più importanti", sottolinea il Cnel. Che ricorda come la riforma Fornero sia già intervenuta sulla materia modificando in direzione meno restrittiva la normativa sui licenziamenti tramite la restrizione dell’area del reintegro nel caso di licenziamento illegittimo nei confronti dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato. "Si tratta di una direzione seguita peraltro da diverse altre economie, come Spagna, Grecia e Portogallo, che in questi anni hanno modificato i loro ordinamenti privilegiando la soluzione indennitaria rispetto alla tutela reintegratoria".

CIG- Ancora nel 2013 e nella prima parte del 2014 il ricorso alla Cig "è stato - si legge sul Rapporto - rilevante. (...)Una delle critiche più frequenti alla centralità della Cig nel nostro sistema di politiche del lavoro è che le tutele di questo tipo di strumento vengono di fatto riservate ad un numero ristretto di lavoratori. A tale questione si associano poi i vincoli alla politica di bilancio che, soprattutto negli ultimi anni di crisi, hanno limitato la possibilità di stanziare risorse aggiuntive a fronte di una disoccupazione dilagante". COSTI DEL LAVORO - Un altro tema sono i livelli del costo del lavoro. "Le economie vincenti rispetto alle sfide poste dalla globalizzazione sono per ora quelle che si sono distinte per il maggiore grado di innovazione e maggiori incrementi della produttività, soprattutto la Germania". SERVIZI PER L'IMPIEGO - poi c'è il problema dei servizi per l’impiego. "L’analisi dei dati suggerisce che l’Italia, nel confronto comparato, soffre in misura maggiore rispetto ad altri paesi per la prevalenza dei canali informali nella ricerca di lavoro".

CAPITALE UMANO -"Sempre in sede comunitaria è stato sottolineato come la scarsa accumulazione di capitale umano rappresenti un fattore di forte ostacolo alla crescita della competitività. Aumentare il livello di istruzione e formazione garantisce all’offerta di lavoro un vantaggio in termini di maggiori retribuzioni e più elevati livelli di occupabilità, mentre per le imprese, l’investimento in capitale umano genera maggiore efficienza produttiva e rendimenti più elevati. Tuttavia, in Italia l’utilizzo del capitale umano ha subito nell’ultimo decennio un rallentamento vistoso". E ancora: "Uno dei fattori che contribuisce alla ridotta valorizzazione del capitale umano attiene al livello di investimento in ricerca e sviluppo del nostro paese (1,27% del Pil nel 2012), decisamente inferiore alla media comunitaria (2,08%)". Un deficit che riguarda tanto i lavoratori quanto gli imprenditori. "In Italia la quota di imprese con a capo un imprenditore in possesso di istruzione terziaria è in media il 29% del totale. Il basso livello di capitale umano degli imprenditori è associato generalmente ad una struttura proprietaria dominata dal controllo familiare e alla ridotta dimensione aziendale. (...) Evidenze empiriche documentano un legame positivo tra capitale umano degli imprenditori, valorizzazione delle risorse umane dei lavoratori, stabilità dei rapporti di occupazione e produttività del lavoro".

 

La documentazione é consultabile sul portale
del CNEL www.cnel.it al seguente link:

http://www.cnel.it/213?shadow_documenti_fldtipologiaattach=Rapporto