Business Roundtable: il profitto e il primato degli azionisti non possono essere più i soli principi che guidano una società

Lo scorso 19 agosto 181 Amministratori Delegati Usa delle più importanti multinazionali degli Stati Uniti, tra cui Citigroup, General Motors, Morgan Stanley Blackrock, Amazon e Whirlpool, hanno firmato nei giorni scorsi un manifesto, pubblicato da «Business Roundtable», associazione che annovera tra i suoi soci i colossi dell’economia mondiale, nel quale si afferma che il profitto e il primato degli azionisti non possono essere più i soli principi che guidano una società. Tutti loro si sono impegnati a guidare le proprie aziende a beneficio di tutte le parti interessate. Creando valore per i clienti, investendo nei dipendenti, trattando in modo equo ed etico i fornitori, supportando la comunità e generando valore a lungo termine.

Questa storica firma è certamente una svolta radicale, se consideriamo che, a partire dal 1997, la «Business Roundtable» in ogni documento ha sempre sostenuto e approvato il principio del «primato degli azionisti». Per cui, fino ad ora, le grandi società esistevano solo per servire gli interessi dei portatori del loro capitale. Ma con questa nuova dichiarazione, gli amministratori delegati si impegnano a guidare le proprie aziende a beneficio di tutte le parti interessate.

Stiamo vivendo un cambio di rotta epocale. Ma sarà realmente concretizzato? E da noi, in Europa, che risonanza avrà? E nel mercato mondiale cosa cambierà davvero? Questo cambio di «visione etica per il capitalismo» porterà finalmente una rottura nel meccanismo di profitto esasperato?

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