Abbiamo Riso per una cosa seria - Sierra Leone: Padre Zarantorello, la risaia e tutte le attività correlate

Per comprendere meglio l’impegno di ENGIM in Sierra Leone, e quindi approfondire le evoluzioni delle attività correlate alla risaia e a tutto quello che gira intorno, è necessario conoscere alcuni protagonisti fondamentali.

Padre Mario Zarantorello della congregazione dei Giuseppini del Murialdo vive e opera in Sierra Leone da “appena” 37 anni (si fa per dire). Originario di Montecchio Maggiore, all’interno della Soca della Piana di Valdagno, ormai si è stabilito a Lunsar, che è diventata la sua città di adozione. Lì dirige una scuola primaria (le nostre elementari) frequentata da circa 1000 ragazzi, insieme alla scuola secondaria (equivalente dei centri di formazione professionale, in cui sono impegnati storicamente i padri giuseppini) che ne accoglie circa 600, e dove insegna loro un lavoro. Qui i ragazzi, oltre ad accrescere la loro cultura, svolgono attività pratiche: dal carpentiere, al falegname, dal meccanico, al saldatore, ed ancora, frequentano corsi per infermieri e chimici, questi ultimi in collaborazione con l’ospedale Fatebenefratelli (quello spagnolo).

L’istruzione è certamente un aspetto centrale, ma non solo, padre Mario e gli altri padri sono impegnati e attivi nella costruzione di centinaia di pozzi per l’acqua potabile, e dei magazzini per lo stivaggio del riso, che è una delle produzioni maggiori. Inoltre, sono impegnati nella realizzazione di ponti che possano permettere gli spostamenti, e nell’implementare le tecniche e le attività di agricoltura. Tutte le attività sono correlate con una scuola “esterna”, costituita come coooperativa, e composta da contadini impegnati nell’aumento della produzione e la qualità dei prodotti della terra. La forza di questa tipologia di lavoro permette la difesa dei villaggi da coloro che sono attivi nella speculazione sui prezzi dei prodotti, a discapito dei piccoli produttori. Assieme alla cooperativa agricola si sono costituite piccole realtà di lavoro che sostengono le categorie dei muratori, costruttori di pozzi, appunto, e in altre realtà artigianali seguite sempre dai giuseppini. Tutto questo a sostengo dello sviluppo del territorio e dei suoi abitanti, e per creare occupazione utile ai ragazzi usciti dal centro di formazione.

«Una bella notizia – afferma Padre Zarantorello –  è rappresentata dal fatto che il ministero dell’istruzione ha deciso di non far pagare tasse a chi intende proseguire gli studi, e questo è un grande incentivo: l’educazione è fondamentale per ogni sviluppo. Fino a non molto tempo fa solo il 35% dei giovani frequentava la scuola, ora siamo al 70% con indicatori che dicono che la percentuale aumenterà ulteriormente».

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