Le esperienze di formazione in azienda devono ripartire

Quando si parla di formazione professionale si fa riferimento solitamente al modello di formazione alternata fra scuola e lavoro, che vede le istituzioni formative e i datori di lavoro fianco a fianco nel processo formativo.

Nel sistema duale avviato ormai da cinque anni, si fa riferimento ad un rafforzamento dell'asse formazione–lavoro, finalizzato alla creazione di un sistema organicamente integrato. È con il rafforzamento della connessione tra il mondo del lavoro e il mondo della formazione che, a partire da una idea di “alternanza scuola-lavoro”, si deve tendere ad una “convergenza scuola-lavoro”, modello che proprio nella formazione professionale, ed in particolare nel sistema duale, trova la sua realizzazione migliore.

Vanno ispirate al modello duale anche le prospettive della formazione continua degli adulti, sempre più necessaria in periodi di forte innovazione tecnologica e organizzativa per prevenire l’obsolescenza delle competenze e il rischio di marginalità nel mondo del lavoro.

In questo periodo di emergenza ci siamo resi conto che le attività formative non hanno subito gravi rallentamenti grazie alle nuove tecnologie e grazie alla capacità adattiva degli enti di formazione e delle istituzioni scolastiche. Un deciso calo lo hanno subito invece tutte le forme di apprendimento in contesto di impresa: ciò vale per i tirocini formativi, l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato di primo e terzo livello, come effetto della chiusura delle aziende imposta dal lockdown. Abbiamo tuttavia anche avuto la forte percezione che la convergenza tra la formazione ed il lavoro si è consolidata a tal punto da diventare parte integrante del sistema produttivo ed allo stesso tempo l’esperienza lavorativa è diventata parte integrante ed essenziale della formazione stessa. I giovani del sistema duale in apprendistato di I livello o in “alternanza” sono al tempo stesso studenti al lavoro e lavoratori in formazione con una sempre minore differenza tra le due accezioni.

Le attività formative che si svolgono in aula o in laboratorio didattico, allo stato attuale, possono proseguire nelle forme di formazione a distanza ormai avviate fin dai primi periodi di chiusura delle scuole, ma riteniamo che la formazione professionale ed i giovani coinvolti dal sistema duale debbano riprendere le loro attività formative all’interno delle imprese con la ripresa delle imprese stesse. L’apprendistato di primo livello e l’alternanza scuola-lavoro possono essere assimilate ad una forma di lavoro ed in quanto tali possono risultare un supporto per le imprese e per la loro fase di ripartenza successiva all’emergenza.

La formazione continua degli adulti, attraverso il sistema dei fondi interprofessionali, rischia di subire una battuta di arresto se viene assimilata al classico sistema didattico che fa riferimento all’istruzione scolastica. Se è finito il tempo in cui la formazione occupa solo la prima parte della vita delle persone, lo stretto legame con il mondo del lavoro deve assimilarla al training on the job.

La connessione tra imprese e formazione venutasi a creare con l’avvento del sistema duale, ha creato un sistema di cura e scambio reciproco tra i due mondi al punto che questo stesso sistema può diventare un modello di “resilienza collettiva”, in grado di adattarsi rapidamente a questa o alle prossime emergenze che dovremo affrontare con o senza la presenza di un virus. Alimentare questo sistema, oggi significa legare e connettere in modo sempre più forte le due componenti (impresa e formazione) affinché le opportunità create da questa coesione non abbiano come focus i soli giovani, ma più in generale tutte le persone che si troveranno disoccupate nel periodo di lenta ripresa economica successivo all’emergenza COVID19.

Questo richiede di riconoscere esplicitamente all’impresa il carattere di agente formativo, superando steccati e divisioni che hanno fatto il loro tempo e che rischiano di disperdere e non valorizzare un patrimonio di sapere utile a costruire competenze, mantenere inclusione sociale e generare competitività.

È altresì vero che il distanziamento sociale imposto dalle autorità ha spinto molto imprese a introdurre o rafforzare l’utilizzo dello smart working come strumento per poter assicurare continuità alla propria capacità produttiva e di servizio. Tale cambiamento si riverbererà anche sui processi formativi che potranno interessare una parte cospicua delle risorse umane sia nelle aziende di produzione ed ancor più nella filiera dei servizi. Imprese e sistemi formativi possono quindi rilanciare l’apprendistato e l’alternanza sia come modalità più efficace di apprendimento, ma anche come utili strumenti per una riorganizzazione del lavoro, in chiave di maggiore sicurezza.

Per tutte queste ragioni, ENGIM ritiene sia FONDAMENTALE far ripartire, insieme alle imprese, anche le attività di alternanza e tutte le forme di tirocinio, tipiche della formazione professionale. Tale scelta non avrà il solo scopo di supportare e facilitare la ripresa delle attività delle imprese, ma anche di introdurre forme di revisione ed innalzamento delle competenze (Reskilling & Upskilling) rivolte alle persone che a causa dell’emergenza economica incontreranno molte difficoltà a entrare o a restare nel mercato del lavoro.

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