Dalla progettazione alle esperienze sul campo

Negli anni in ENGIM abbiamo gradualmente rafforzato le competenze in ambito di fondi comunitari per finanziare le attività di formazione che ci caratterizzano. Sviluppiamo progetti di valenza nazionale ed europea, con ricadute dirette sulle sedi territoriali, che coinvolgono allievi e collaboratori ENGIM perlopiù in attività di mobilità transnazionale.
Realizzare occasioni di mobilità internazionale attraverso il programma ERASMUS+ dell’Unione Europea è uno dei capisaldi del lavoro che il Tavolo di Progettazione Nazionale ENGIM svolge con la consapevolezza dell’importanza che un’esperienza all’estero può avere per il futuro degli allievi.

«“Partire per crescere” è forse la lezione principale che imparano i nostri allievi che vanno in Erasmus – racconta Giuseppe Scozzaro (ENGIM Emilia Romagna). La maggior parte di loro intraprende questa esperienza di vita, motivato dal desiderio di imparare meglio una lingua straniera e di avere più opportunità di lavoro. Quasi tutti al rientro dicono che partirebbero di nuovo e l'80% torna a casa sentendosi più cittadino europeo, con una conoscenza della lingua migliorata».
«Negli anni – spiega Roberta Richiero (ENGIM Piemonte) - i progetti presentati da ENGIM sono stati di mobilità in Europa per allievi e formatori, di scambi di buone pratiche, di costruzione di percorsi formativi anche con altri partner. Il lavoro è molto e le situazioni sono di volta in volta complesse, esaltanti, a volte frustranti... ma sempre c’è la soddisfazione di contribuire nel nostro piccolo alla costruzione della comune casa europea».

La vocazione “europea” di ENGIM è evidente anche in altri progetti, diversi da quelli afferenti il programma Erasmus+. «Uno dei progetti più importanti portati avanti insieme a ENGIM Internazionale risale al 2015/2016 – ricorda Giuseppe -, con il Programma di Conversione del Debito (IADSA, Italian-Albanian Debt for Development Swap Program) volto a sostenere iniziative di sviluppo sociale promosse dalle istituzioni pubbliche albanesi. Il progetto ha visto la costruzione del centro diurno per disabili “Horizont” nella città di Fier, in cui ENGIM e la Congregazione dei Padri Giuseppini sono presenti da anni. Una struttura importantissima per l’Albania che ha offerto un servizio pubblico diurno volto al recupero e all’integrazione di ragazzi e ragazze con disabilità».
«Tra i numerosi progetti portati avanti – dice Roberta -, il progetto STREET (Sustainable Transport Education for Environment and Tourism) concluso nel 2018 è per noi motivo di orgoglio: sono stati formati 22 giovani provenienti da Regno Unito, Italia, Austria, Germania, Slovenia, Grecia sui temi della mobilità sostenibile, attraverso un corso online e quattro visite studio itineranti in Europa. Sia per i contenuti della formazione, innovativi e di alto livello, sia per le sue modalità partecipative, il progetto ha ottenuto il riconoscimento europeo di “Buona Prassi”».

«Al momento – chiude Roberta - abbiamo in corso cinque progetti tra cui HOWL (Hospitality at Work with Languages): il progetto, con partner in Polonia, Spagna e Irlanda del Nord, vuole cercare di inventare e scambiare modalità innovative di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere. Infatti, spesso vediamo che i nostri allievi, che avranno un’occupazione in un settore in cui le lingue straniere sono fondamentali, possiedono un livello di inglese che non permette loro di comunicare. I partner hanno iniziato a scambiarsi metodologie e strumenti e, nel 2021, faranno una formazione congiunta a Derry (Irlanda del Nord)».

Il Tavolo di Progettazione Nazionale ENGIM è il luogo in cui le giuste competenze convergono per portare l’Ente ad un livello europeo di eccellenza, partendo da iniziative e confronti volti a promuovere il benessere sociale, che significa anche investire sul nostro futuro, sul futuro dei nostri allievi.

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