LA GIUSTIZIA E’ POSSIBILE, TU DA CHE PARTE STAI?

Di Maria Grazia Meloni. Lo scorso 22 marzo, nella sede di ENGIM Nazionale si è svolta la prima giornata di riflessione sulle nuove povertà e Iniquità, dal titolo: “La giustizia è possibile, tu da che parte stai? La povertà in Italia e nel mondo”.

La povertà impera in tutto il mondo. Paradossalmente, la globalizzazione l’ha messa al centro. Noi tutti sappiamo che la povertà è una questione economica. Ma quanto pesa questa distribuzione “non equa” sulle persone, sullo sviluppo delle vite, sul futuro? Come è possibile fronteggiare tutto questo? Come rispondono i capi di stato e della spiritualità a tutto questo? Come si pone l’Agenda 2030 di fronte a tale questione?

Cosa è stato fatto e/o cosa si intende fare da tutti noi “attori protagonisti” che partecipano all’associazionismo sociale? Quanto è importante questo “Diritto naturale e universale” di vivere dignitosamente la propria esistenza e che invece, di fatto, è messo ai margini dai poteri forti e dall’economia che impera al suono del “vogliamo possedere sempre di più”, a discapito di chi è altro da me. Come è possibile sostenere un welfare trasversale il cui impegno dovrebbe essere quello di riportare un equilibrio? Quanto pesa la cultura o la mancanza di cultura nella continuità di questa povertà che si interseca nella storia dell’umanità e la imprigiona?

Queste sono solo alcune delle domande fondamentali, cui tutti noi siamo abituati, su cui si è tentata una riflessione durante l’incontro di giovedì scorso. Non ci sono risposte definite, il nostro intento è quello di essere un “segnale”. Non vogliamo rimanere inerti di fronte l’ingiustizia del mondo. E parlarne è doveroso. Esattamente come è giusto raccontare tutte quelle realtà educative e di sostegno (l’Italia in questo è maestra) che sono impegnate nella buona prassi, per una giusta trasformazione della società, sporcandosi le mani con i più poveri, con chi fa fatica a vivere dignitosamente e contro l’ingiustizia sociale.