Il record italiano di Neet. Quattro regioni del Mezzogiorno in fondo alla classifica europea

Il problema dei giovani che non studiano né lavorano è stato soltanto scalfito dagli interventi strutturali degli anni passati.
25 Giugno 2018 (da economia e finanza La Repubblica.it)

Ci sono le Regioni italiane del Sud in cima alla classifica europea dei Neet, i giovani che non lavorano né studiano o si stanno formando professionalmente. Ma è una graduatoria al contrario, poco da esultare: tra Sicilia, Campania, Calabria e Puglia circa tre ragazzi su dieci tra i 15 e 25 anni si trovano in questa condizione. Per uscire dall'Italia bisogna andare nella enclave spagnola in Marocco di Melilla, quinto posto europeo. Ma l'Italia torna ad essere rappresentata dalla Basilicata in decima posizione. Numeri che parlano chiaro e ribadiscono il concetto da poco espresso anche da Eurostat: l'Italia ha la maglia nera nel Vecchio continente per Neet.

L'Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro ha rielaborato i dati di fonte europea e di matrice Istat per entrare nel dettaglio territoriale italiano. Certo, sfuggono alla statistica tutti quei giovani che si dedicano ai "lavoretti" assai frequenti nel nostro panorama del lavoro. "Ma anche in considerazione di questa 'sporcatura' dei numeri, che nella realtà saranno leggermente meno negativi, resta di fondo una situazione di difficoltà di molti giovani italiani, che è decisamente più marcata al Sud", ragiona la presidente dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone.

"Il mercato del lavoro è sì migliorato negli ultimi anni e abbiamo pressoché gli stessi occupati del 2008, prima che precipitasse la crisi", spiega Calderone. "Ma la composizione è profondamente cambiata, i nostri lavoratori sono invecchiati: oggi ci sono quasi 3 milioni di occupati in più nella fascia over 44 e circa 2,9 milioni in meno tra gli under 45. Anche per effetto delle norme sulle pensioni, abbiamo tenuto al lavoro i padri. In un contesto di crisi, non avendo occupazione aggiuntiva da offrire, i figli sono rimasti in attesa alla finestra".

Secondo la ricognizione dell'Osservatorio, alla fine del 2017 i ragazzi ai margini di lavoro o formazione tra 15 e 29 anni erano poco più di 2 milioni, quasi equamente divisi tra maschi e femmine. Più della metà di questi giovani si trova al Mezzogiorno, dove il tasso di Neet arriva al 34%.

Numeri che saranno al centro del Festival del Lavoro al Centro congressi di Milano, dal 28 al 30 giugno. E che, a quattro anni abbondanti dall'avvio del progetto Garanzia Giovani, fanno sorgere la domanda sulla efficacia di quei programmi. Gli ultimi numeri dell'Anpal sul piano di matrice europea lanciato nel maggio 2014 dicono che alla fine dello scorso gennaio si erano registrati 1,2 milioni di ragazzi e quasi otto su dieci di loro sono stati presi in carico dai servizi. I giovani occupati risultavano 232mila, meno del 20%.